Citazioni
Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.
Il karma non è la vendetta dell’universo, è il riflesso delle tue azioni. Tutte le cose che escono da te, ritornano a te. Quindi non c’è bisogno che ti preoccupi per quello che riceverai, preoccupati per quello darai.
Il Buddha dice: non sottovalutate le azioni negative, neppure quelle minime.una scintilla per quanto piccola, può dare fuoco a un covone di fieno alto come una montagna.
E: non sottovalutate le azioni positive e neppure quelle minime pensando che non siano di beneficio.
Le gocce d’acqua, per quanto piccole, finiscono per riempire un recipiente enorme.
A differenza delle cose materiali il karma non si disgrega e non diventa inattivo.
Non può venire distrutto né dal tempo né dal fuoco né dall’acqua; la sua potenza non scomparirà fino a che esso non arriverà a maturazione.
Può darsi che i risultati delle nostre azioni non siano ancora giunti a maturazione, ma questo accadrà inesorabilmente non appena si presenteranno le condizioni propizie in genere ci dimentichiamo di quello che facciamo ed è solo molto tempo dopo che veniamo raccontati dei risultati siamo allora in capaci di ricollegarli alle loro cause.
I risultati delle nostre azioni si manifestano spesso a scoppio ritardato, magari nelle vite future; ne possiamo isolare una causa precisa perché ogni evento può essere provocato da un miscuglio estremamente complesso di multi karma che giungono assieme a maturazione.
Dunque, al momento, tendiamo a presumere che le cose ci accadono per caso e se tutto va bene parliamo di fortuna.
In una visione opposta alla nostra ‘L’AGIRE PER OTTENERE’ l’insegnamento della Bhagavadgītā (devanāgarī भगवद्गीता) ‘L’AGIRE E BASTA’.
”Tu hai diritto soltanto all’azione, e mai ai frutti che derivano dalle azioni. Non considerarti il produttore dei frutti delle tue azioni, e non permettere a te stesso d’essere attaccato all’inattività.”
All’essere umano in realtà compete solo di agire, cioè di vivere, all’interno della Straordinaria Manifestazione in cui si dispiega la sua Vita.
La vittoria e la sconfitta sono la stessa cosa nell’istante che si agisce senza riflettere nei frutti del proprio atto.
Staccati e lotta senza desiderio, non ti ritirare nella solitudine, la rinuncia non e’ sufficiente, devi agire, pero’ l’azione non deve dominarti, in piena azione devi permanere libero da attaccamenti, devi imparare a vedere con gli stessi occhi il cumulo di terra e la montagna di oro, la vacca e la salvia,il cane e l’uomo che sbrana il cane, esiste un’altra intelligenza aldila’ della mente, il Dharma trascende la compassione l’azione di fare del bene in questo mondo, si tratta di agire a beneficio dell’anima, indipendentemente da quello che il mondo abbia bisogno.

Il mondo l'hai tutto dentro di te, se sai guardare e imparare, allora la porta è là e la chiave è nelle tue mani.
Nessuno al mondo può darti la chiave, né la porta da aprire: soltanto tu lo puoi fare.
IL DAIMON
Secondo il mito di Er raccontato da Platone(1) nella Repubblica :
Repubblica : Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine, un disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.
——
Hillman lo chiama “ghianda”, il frutto da cui germoglierà la quercia che siamo destinati a diventare, la nostra parte più pura e vocazionale.
È la voce sapiente della coscienza che prima di incarnarsi ha progettato ogni singolo dettaglio del viaggio, una strada ben definita entro cui l’essere umano si muoverà sulle ali del libero arbitrio, con la facoltà di seguirla oppure di allontanarsene; il grado di questo allontanamento forgerà la misura della sua sofferenza.
L’anima sa quale destino l’attende, ma lo ha dimenticato, e il daimon ha il compito di ricordarglielo.
Ogni anima è su questa Terra per realizzare il suo progetto evolutivo ed è per questo che non possiamo limitarci a sopravvivere; se lo facessimo, commetteremmo un tradimento, romperemmo il patto che la nostra anima ha stretto con se stessa.
Arrancare lungo la vita infelici, chiusi nel proprio malessere e dimentichi del mondo, è molto più di uno spreco, è un delitto.
È l’assassinio del nostro talento e della nostra unicità, l’ecocidio di un pezzetto di umanità.
Se l’anima tradisce il patto, è destinata a soffrire.
Come può essere felice se si allontana da sé?
Solo quando riuscirà a strappare il genio all’oscurità della caverna e riportarlo in superficie, così che possa mostrarsi al mondo in tutta la sua magnificenza, solo quando sarà disposta ad ascoltare la voce antica del daimon e riempirsi gli occhi della sua follia, solo allora l’anima potrà tornare a casa.
E dopo aver conosciuto se stessa, partire finalmente alla scoperta della Vita.
(da "La cattiva ABITUDINE di essere INFELICI" di Ivan Petruzzi)
La luna piena, la luna nera.
Il giorno che si spegne, la notte che si accende.
La pioggia che nutre, la pioggia che distrugge.
Il cibo e l’escremento, l’ovulazione e il sanguinamento.
Il vecchio che smussa gli angoli e torna bambino, il bambino che si fa vecchio e sprofonda nell’essenza.
La cura che diventa malattia, la malattia che si trasforma in cura.
La crisi e l’evoluzione, la dittatura e la rivoluzione.
La concezione della vita come una linea retta che da A si srotola fino a B secondo una sequenza di tappe ben precise è figlia di una società ipovedente e intorpidita che, a partire dall’era industriale, ha scaraventato l’essere umano tra gli agi della materia e lì si è addormentato, convinto che non ci fosse altro cui aspirare oltre la realtà tangibile.
(da "La cattiva ABITUDINE di essere INFELICI" di Ivan Petruzzi)
IL BATTITO DELLA MORTE
Non ci sarebbe alcuna possibilità di conoscere la morte se accadesse solo una volta.
Ma fortunatamente, la vita non è altro che una danza continua di nascita e morte, una danza di cambiamento.
Ogni volta che sento il rumore di un ruscello di montagna, o le onde che si infrangono sulla riva, o il battito del mio cuore, sento il suono dell'impermanenza.
Questi cambiamenti, queste piccole morti, sono i nostri legami viventi con la morte.
Sono il polso della morte, il battito della morte, che ci spinge a lasciar andare tutte le cose a cui ci aggrappiamo.
Quindi lavoriamo con questi cambiamenti ora, nella vita: questo è il vero modo di prepararsi alla morte.
La vita può essere piena di dolore, sofferenza e difficoltà, ma tutte queste sono opportunità che ci vengono date per aiutarci ad andare verso un'accettazione emotiva della morte.
Solo quando crediamo che le cose siano permanenti precludiamo la possibilità di imparare dal cambiamento.
Gli esseri umani non solo pensano di non perdere nulla rimanendo separati dall’armonia universale, ma sono anche convinti che affrancandosi dalle leggi della natura e lottando contro di esse, conquisteranno la propria libertà e affermeranno la propria potenza. Ebbene, si tratta del più grande errore. L’essere umano diventa davvero potente e libero solo se riesce a vibrare in armonia con l’universo. Egli comincia a udire la sinfonia dell’intera natura, in cui tutto canta: le foreste, i fiumi, le stelle. Questa sinfonia cosmica viene chiamata “musica delle sfere”. E per poter udire la musica delle sfere, egli deve cominciare ad armonizzare tutto il suo essere, tutti i suoi organi e tutte le cellule dei suoi organi tramite un lavoro assiduo, un lavoro in profondità. Nel momento in cui anche le più piccole particelle del suo essere vibreranno all’unisono, la sinfonia dell’universo si rivelerà a lui.

Gli angeli
vengono a trovarci,
e li riconosciamo
solo quando
se ne sono andati.

È nel buio che troverai la luce,
quindi quando provi sofferenza,
questa luce ti è più vicina.
Meister Eckhart
#consapevolezza #crescitapersonale #motivazione #motivation
Esiste una energia che si manifesta in ognuno,
è una forza che abbiamo tutti
e si manifesta quando fuori è più buio
e le prove si fanno più dure.
Non tutti però sono disposti a manifestarla,
queste energia fa paura
perché si alimenta dell’istinto vive attraverso l'intuito.
È un' energia cosmica di cui è composta ogni cosa.
E’ quell’energia che ti permette di rialzarti
quando tutte le forze sono contrarie,
ti permette di sopravvivere quando il dolore
è più potente della gioia,
ti permette di brillare quando fuori il buio
inonda ogni cosa.
Tutti ne attingiamo, direttamente da una fonte divina
che brilla di una Luce pura
pura come il sorriso di un bambino,
una carezza, e un gesto gentile.
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