Sentences

Citazioni

Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.

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L’infelicità è una malattia subdola e silenziosa, che curva le spalle…— Ivan Petruzzi

L’infelicità è una malattia subdola e silenziosa, che curva le spalle e spegne il sorriso, che rende apatici e sonnolenti, cinici e arrabbiati, ma che allo stesso tempo fa sentire protetti, cullati da quella che sembra essere l’unica certezza di questi tempi fragili e faticosi: la cattiva abitudine all’infelicità.

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L’ILLUMINISMO E IL DECLINO DELLA SPIRITUALITÀ

L’ILLUMINISMO E IL DECLINO DELLA SPIRITUALITÀ

A partire dall’Illuminismo, la nostra visione del mondo, un tempo sferica e multidimensionale, si è fatta sempre più piatta, trasformandoci da esseri liquidi in perenne trasformazione a corpi atrofizzati, ingabbiati dentro una staticità asettica e inquietante.
Sull’onda di un intelletto sempre più borioso e accentratore, il regno del cuore e del sogno si è pian piano sbiadito, lasciando il campo a una iper razionalizzazione dell’esistenza.
Nel tentativo di gestire la complessità della realtà, l’abbiamo semplificata al punto da renderla irriconoscibile.
Te lo ricordi?
Noi eravamo i viventi che invitavano i morti a banchettare alle proprie tavole, che parlavano con l’aldilà, che rendevano omaggio agli spiriti.
Eravamo i mistici che viaggiavano attraverso il tempo, gli alchimisti che modellavano la materia per suggerne l’essenza.
Noi eravamo quelli che non si accontentavano del razionale, di quello che vedevano gli occhi e sfioravano le mani, ma che osavano infrangere lo specchio e varcare la soglia dell’invisibile.

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L’ACCETTAZIONE

L’ACCETTAZIONE
La nostra società tende a usare il termine “accettazione” in un’accezione negativa, come se fosse un sinonimo di “rinuncia”. Siamo cresciuti con l’idea che chi accetta, a prescindere da cosa, sia un soggetto fragile che soccombe, che rinuncia a combattere. Ma accettare non significa arrendersi, significa prendere atto. Significa smettere di fingere di essere diversi da quel che si è e cominciare a vedere ciò che chiede solo di essere osservato. Si tratta di un momento fondamentale del viaggio che conduce a sé, quando, dopo essersi trovati a faccia a faccia con le proprie ferite, le fragilità e i lati ombra, si depongono le armi e si accoglie tutto come parte integrante di sé. È una resa, ma è una resa attiva e audace, che spalanca le braccia e accoglie, la resa coraggiosa e consapevole di chi ha capito che più si respinge e più si attira, che più si ignora e più si fortifica. E che se davvero esiste una cura a tutto questo dolore, forse è dentro un abbraccio che si nasconde."

La resa di chi non si arrende

Accettare significa illuminare il buio. Comprendere che finché non abbracceremo la nostra oscurità non saremo mai in grado di accedere al bagliore che pulsa dentro la caverna e portarlo fuori come una lanterna a rischiarare il mondo.

Accettare significa amarsi.
Capire che non esiste nulla di noi che vada rigettato, che siamo belli così come siamo, con tutti i nostri chiaroscuri, i difetti, le contraddizioni. Significa comprendere che l’imperfezione è parte integrante della bellezza proprio come la diversità, che ogni lacuna è un’occasione di crescita, ogni errore il passo di una nuova evoluzione.

Accettare significa perdonarsi.
Fare pace con noi stessi, con quello che siamo stati e con quello che mai saremo. Significa assolverci per gli sbagli commessi e le ferite inflitte, per tutte le volte che ci siamo mancati di rispetto, che ci siamo forzati, puniti e condannati. Significa lasciare andare una volta per tutte la grande zavorra dei sensi di colpa, evadere dalla prigione culturale che ci vuole figli del peccato originale, colpevoli solo per il fatto di essere venuti al mondo. Diventare consapevoli che se davvero una colpa esiste, è proprio quella di sentirsi in colpa.

Accettare significa accogliere gli altri per quello che sono.
Rassegnarsi al fatto che presto o tardi sbaglieranno e ci deluderanno, proprio come facciamo noi, e quando questo succederà, essere coscienti che l’errore commesso è il loro, certo, ma è ancor di più il nostro che li abbiamo scambiati per divinità infallibili, quando invece erano solo esseri umani di cristallo pronti a infrangersi al primo soffio di vento. Significa cominciare a vedere gli altri per quello che sono, non per quello che vorremmo che fossero, accettare l’intero pacchetto senza pretendere di cambiarli, aggiustarli o migliorarli. E significa arrendersi di fronte alla possibilità che chi oggi ci ama domani potrebbe smettere di farlo, scegliere di amare qualcun altro, mescolarsi al corpo di qualcun altro, persino dimenticarsi di noi, e che non solo è suo diritto farlo, ma è suo dovere, se quello che sente lo porta altrove.

Accettare significa avere fiducia nella vita e nel suo mistero.
Trovare il coraggio di cambiare quello che è in nostro potere e imparare ad accettare quello che invece non dipende da noi, fiduciosi che tutto quello che accade avviene per uno scopo, che è stato scelto da noi tanto tempo fa e il fatto che non lo ricordiamo non significa che non sia vero, ma solo che deve essere di nuovo portato alla coscienza.

Accettare, significa ricordare." (da "La cattiva ABITUDINE di essere INFELICI" di Ivan Petruzzi)

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LO YIN E LO YANG

Secondo la tradizione taoista, l’essenza della vita riposa nell’abbraccio di una polarità: lo yin e lo yang, il nero e il bianco, il lato ombra e il lato luce che si intrecciano, che affondano l’uno dentro l’altro. È un’antinomia inclusiva a cui noi, cultori delle distinzioni e delle separazioni, non siamo avvezzi, un’opposizione liquida che non separa ma unisce, che non sottrae ma completa, un penetrarsi per arricchirsi, un affondare per elevarsi.

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Le parole sono energia potente, vibrazione che apre o chiude, che…— Bert HellingerBert Hellinger

Le parole sono energia potente, vibrazione che apre o chiude, che guarisce o ferisce.

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LE 10 MALATTIE TRASMESSE SPIRITUALMENTE— Matteo MarzoratiMatteo Marzorati

LE 10 MALATTIE TRASMESSE SPIRITUALMENTE

1) SPIRITUALITÀ FAST-FOOD: consiste nel credere che esistano rimedi facili e rapidi per eliminare la sofferenza ed evolvere spiritualmente. La trasformazione spirituale non può essere rapida perché il processo spirituale stesso consiste nel lasciare la fretta e rispettare i propri ritmi naturali.

2) SPIRITUALITÀ IMITATIVA: è la tendenza a parlare, vestirsi e/o agire come dovrebbe fare una persona spirituale. È come indossare una pelle di leopardo per sembrare un leopardo.

3) MOTIVAZIONI CONFUSE: anche se il desiderio di crescere è autentico, spesso si mescola con altre motivazioni come quella di appartenere, essere amato, essere speciale o addirittura superiore e concretizzare l'ambizione personale.

4) IDENTIFICATI CON ESPERIENZE SPIRITUALI: accade quando l'ego, dopo l aver vissuto un'esperienza spirituale, se ne appropria, in modo da poter credere che tutto ciò che è suo deriva da queste esperienze spirituali, che in realtà sono stati transitori che trascendono l'ego.

5) L'EGO SPIRITUALE: quando la persona si identifica eccessivamente con i concetti e le idee spirituali tende ad essere invulnerabile alle critiche, in modo che la sua crescita si rallenta. Diventa un essere impenetrabile, lontano dal mondo.

6) PRODUZIONE IN MASSA MAESTRI SPIRITUALI: attualmente ci sono molte tradizioni spirituali che danno titoli a persone che sono molto lontani dall'aver raggiunto la loro maestria spirituale eppure si vendono come maestri spirituali. Il problema non è che questi insegnanti formino altre persone, ma che si vendano come se avessero raggiunto un alto grado di master.

7) ORGOGLIO SPIRITUALE: la persona, dopo aver raggiunto un vero grado di spiritualità, si stagna lì scusandosi in questa conoscenza per non continuare a crescere. Spesso è legato a un sentimento di superiorità, di essere migliore degli altri.

8) MENTE DI GRUPPO: descritto anche come pensiero di gruppo, mentalità di culto o malattia di Ashram, si verifica quando le persone appartenenti a un determinato gruppo accettano le regole implicite su come pensare, parlare, vestire e agire. Le persone con questo "virus" rifiutano altre persone che non rispettano questa normativa.

9) IL COMPLESSO DI PERSONE SCELTE: è la convinzione che "il nostro gruppo è più evoluto, potente, illuminato o semplicemente migliore degli altri". È diverso pensare di aver trovato il gruppo migliore per noi che pensare che sia il gruppo migliore.

10) IL VIRUS MORTALE, IL "SONO GIÀ ARRIVATO": questa malattia è così forte che ha il potenziale di uccidere la crescita spirituale. È un po' come 'sono arrivato alla fine della mia crescita spirituale, non ho più nulla da imparare". In quel momento la crescita spirituale cessa, è come se uccidessimo la nostra anima.

M.A

Fontana di luce

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Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro…

Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso,
che si muovano liberamente senza il nostro intervento,
finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente.
Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi,
si allontanano da noi, lasciamole andare.
Molliamo la presa.
Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro.

(Bert Hellinger, "Gli Ordini del Successo")

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LA VOCE DELL’INVISIBILE— David PetruzziDavid Petruzzi

LA VOCE DELL’INVISIBILE

… il tempo, la forza di gravità e l’amore.
Tutte le forze che fanno girare il mondo sono invisibili.
(David Mitchell)

ASCOLTA LE VIBRAZIONI
Vai oltre le parole e concentrati sulla comunicazione che viaggia a fior di pelle. Ascolta le sensazioni del tuo stomaco mentre ti avvicini a qualcuno, il battito del tuo cuore quando l'altro si avvicina a te: è rilassato o accele-rato? C'è frizione o fluidità, attrazione o respingimento? Devi mettere distanza oppure devi colmarla?
Quando ascolti qualcuno non guardargli la bocca, guardagli gli occhi, affondaci dentro. Scivola oltre le maschere e le barriere di difesa e osserva l'anima in cerca di se stessa. E tocca, tocca ogni volta che puoi, perché il corpo sa mentire ma solo finché non c'è contatto.

ASCOLTA LO SPIRITO DEI LUOGHI
Ascolta la storia nascosta tra le pietre e i sussurri degli dèi che vi hanno preso dimora. Ascolta il suono degli alberi e dei fiori, degli animali e del sottobosco, l'armonia sottesa, l'incanto della vita che fluisce e pulsa dagli albori del tempo. Chiedi il permesso di entrare quando arrivi in un luogo e ringrazia sempre quando te ne vai, sii ospite delicato e rispettoso degli equilibri sottili, sii acqua che fluisce e lambisce e poi si ritira piano.

ASCOLTA L’INVISIBILE
Segui i segni dell'universo, le molliche di pane che sparge per insegnarti la via. Afferra le occasioni che ti offre per imparare, le difficoltà a cui ti mette di fronte per mi-gliorarti, le anime che ti invia affinché tu, amando loro, possa imparare ad amare te stesso. Ascolta le premonizioni e le in-tuizioni, soprattutto quelle improvvise, quelle che non sai da dove vengono e non hanno alcuna apparente connessione con la realtà. Ascoltale e accoglile, e osserva dove ti conducono.

ASCOLTA IL MONDO ONIRICO
Scopri il messaggio che i sogni sono venuti a portarti: i conflitti irrisolti, le parole taciute, i desideri repressi. Immergiti nella magia di quel mondo liquido e senza tempo, abbandonati, gioca con lui. Osserva cosa succede quando la logica viene messa a tacere e non esiste paura, quando il tempo si accorcia e si allunga come un elastico, quando le braccia diventano ali e i corpi imparano a volare.

ASCOLTA GLI ANTICHI
Riscopri le tue radici, gli insegnamenti dei tuoi avi, il potere trasformativo dei riti. Ascolta l'istinto, le vibrazioni che arrivano da lontano, la voce ancestrale del dai-mon. Osserva il filo invisibile che sale fino ai tuoi progenitori e scende lungo la spina dorsale dei tuoi figli, percepisci i legami che trascendono il tempo e lo spazio, il soffio eterno della vita che nasce e muore e si dipana.

ASCOLTA IL MISTERO
Ascolta il rumore che fa la ragione quando si infrange contro le pareti del vuoto, dell'incomprensibile, dell'imperscrutabile. Alza lo sguardo al cielo e chiediti se c'è luce là dove tutto sembra buio, vita che brulica là dove tutto sembra morto. Spalanca gli occhi e fai incetta di stelle e di in-
finito, colmali di tutta la bellezza che riesci ad afferrare. E poi chiudili, di colpo, dimenticati di loro, scendi a livello del cuore e lasciati galleggiare tra le braccia del grande enigma.

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La prima fase è quando si crede totalmente alla stregoneria.— RONALD HUTTON

La prima fase è quando si crede totalmente alla stregoneria.
La seconda è quando ci si rende conto che sono tutte baggianate.
La terza è quando si capisce che sono tutte baggianate, eppure per qualche motivo funzionano davvero.

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LA MORTE

Battiato ci ricorda che per le grandi tradizioni religiose, Cristianesimo compreso, la morte non rappresenta la fine della vita ma una sua trasformazione, un importante momento di passaggio, la transizione a una nuova dimensione.
Non più nemica da tenere lontana ma sorella da abbracciare, amica preziosa e silente che conduce a nuove prospettive.
La morte, dunque, non solo come elemento ineluttabile, ma come opportunità irripetibile di avvicinarsi al nocciolo dell’esistenza.
Secondo il Buddhismo è in punto di morte che possiamo sperimentare lo stato di vacuità, quel vuoto luminoso e senza tempo in cui la coscienza entra quando si stacca dal corpo e, nell’attesa di calarsi in una nuova forma terrena, saggia un frammento di infinito.
Non più temuta, non più osteggiata, la morte viene approcciata in consapevolezza, con curiosità e gratitudine da chi non vede l’ora di concedersi un sorso di Nirvana.
È il superamento delle barriere gravitazionali, l’attraversamento del tempo e dello spazio che consente al corpo di trascendere la materia e continuare a vivere, seppur con una consistenza diversa.
Per noi, vittime inconsapevoli di una società profondamente tanatofobica, si tratta di un cambio di prospettiva rivoluzionario.
D’improvviso, l’obiettivo non è più fuggire la morte, ma guardarla in faccia, accoglierla come parte dell’esistenza, sfiorare la sua mano allungata e fare con lei un giro di danza.
Per arrivare preparati al grande appuntamento, ci si allena immergendosi nelle piccole morti: l’orgasmo, la meditazione, l’esperienza trascendentale, il sogno esperito lucidamente.
Attraverso temporanei sconfinamenti oltre il mondo tangibile, ci si addestra a varcare la Grande Soglia e a gettare uno sguardo di là.
Inglobata nella propria quotidianità, la morte smette così di fare paura e diventa fonte di stupore, l’ennesimo dono bizzarro di questa vita sorprendente e miracolosa.
Sono sempre stato più bravo a pormi domande che a trovare risposte, e non so cosa ci attenda al di là del varco, ma so che a questo appuntamento prima o poi dovremo presentarci tutti e allora forse tanto vale farlo bene, forse tanto vale arrivarci preparati alla morte, senza essere divorati dalla paura, senza subirla.
Avvicinarci ad essa lentamente, in presenza di sé, con la curiosità del bambino che non vede l’ora di scoprire che cosa l’aspetta, con la calma quieta del vecchio saggio che si appresta a scoprire un nuovo frammento di bellezza.
Per poi, chissà, realizzare magari che quel frammento è lo stesso da cui tutto è cominciato." (da "La cattiva ABITUDINE di essere INFELICI" di Ivan Petruzzi)

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