Citazioni
Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.

L'umanità già contempla gli animali come simili, già rispetta la madre Terra, già capisce che non c'è separazione.
Le anime che incarnano arrivano già come maestri.
A. Jodorowsky
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Bellissimo
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L' animale ha, come te, un cuore che sente.
L' animale conosce, come te, la gioia e il dolore.
L' animale ha, come te, le sue aspirazioni.
L' animale ha, come te, diritto alla vita.

Ipocrisia
Vi rifugiate dietro parole comode come benessere animale, al posto di privazione della libertà di individui fatti nascere appositamente per essere sfruttati e uccisi.
La chiamate"inseminazione artificiale" al posto di stupro,
"stordimento"al posto di fracassamento del cranio,"iugulazione" al posto di sgozzamento.
La chiamate"carne" al posto di pezzi di individui animali.
Ma se al loro posto, ci fossero degli umani, costretti contro la loro volontà a dover vivere in un allevamento, verrebbe chiamata schiavitù, oppressione, sfruttamento, stupro, tortura, violenza e assassinio.

In ogni cellula di quella carne c’è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa paura dell’animale che muore. Terzani
—-
L’entanglement quantistico descrive come due particelle, una volta entrate in relazione, restino connesse anche a distanza: ciò che accade a una influenza l’altra, istantaneamente.
Terzani, pur non conoscendo la fisica quantistica, aveva intuito lo stesso principio:
-Tutto è connesso;
-Nessuna azione è isolata;
-La violenza compiuta su un essere vivente “risuona” nella rete di relazioni di cui anche noi facciamo parte.
In questo senso, quando dice che “in ogni cellula di quella carne c’è il terrore”, suggerisce che noi stessi, nutrendoci di quella materia, entriamo in risonanza con quella paura.
È una forma di entanglement etico ed energetico tra vittima e carnefice, tra umano e animale.

Il peccato più grande è fare del male a chi ti vuole bene. (Alda Merini) 💚 #bastamattatoi

Il Lupo chiese alla ragazza: “Non hai paura di me?”
Lei, fissandolo nei profondi occhi del colore dell’ambra, gli rispose: “Perché dovrei? La verità è che sono molto più spaventata dalla mia stessa specie di quanto non lo sarò mai della tua”.
Da un’antica novella di Midgard
Il famoso sub italiano Enzo Maiorca era immerso nel caldo mare di Siracusa e parlava a poca distanza con la figlia Rossana che era sulla barca, pronta a tuffarsi. All’improvviso, si sentì colpire leggermente alle spalle…
Il famoso sub italiano Enzo Maiorca era immerso nel caldo mare di Siracusa e parlava a poca distanza con la figlia Rossana che era sulla barca, pronta a tuffarsi. All’improvviso, si sentì colpire leggermente alle spalle. Girandosi, vide un delfino e capì subito che l’animale non voleva giocare, ma esprimere qualcos’altro. Il delfino, infatti, si allontanò e Maiorca lo seguì a nuoto. Poi l’animale si immerse e lo stesso fece Enzo. A circa 12 metri di profondità, impigliato in una spadara abbandonata, c’era un altro delfino. Maiorca emerse rapidamente e chiamò a gran voce la figlia perché lo raggiungesse con i due coltelli da sub che erano nella barca.
In pochissimi minuti, i due esperti sub riuscirono a liberare il delfino incastrato nella rete il quale, allo stremo delle sue forze, riuscì ad emergere e, emettendo un “quasi grido umano” - così lo descrisse Maiorca - riuscì a respirare (ricordiamo che un delfino può trattenere il respiro sott’acqua non oltre 10 minuti, dopodiché affoga). Il delfino liberato restò un po’ stordito in acqua, controllato da Enzo, Rossana e l’altro delfino. Poi si riprese e… sorpresa!!! Si scoprì che era una delfina, perché da lì a poco partorì un piccolo.
Mamma e cucciolo si allontanarono; il delfino maschio, invece, fece un giro intorno a Maiorca e sua figlia e, fermandosi un attimo davanti a lui, lo ringraziò toccandogli la guancia con il muso, come fosse un bacio, per poi andarsene.
Questa meravigliosa storia commosse tutti i presenti che si alzarono in piedi per un lungo e caloroso applauso.
Enzo Maiorca terminò il suo intervento dicendo che: “Fin quando l’uomo non avrà imparato a rispettare e a dialogare con il mondo animale, non potrà mai conoscere il suo vero ruolo su questa Terra.”
Ieri mentre passeggiavo nel vecchio mattatoio di Roma (Macellus Magnum) istituito da Nerone (che in ebraio corrisponde al numero della bestia 666), risuonavano nella mia testa le seguenti parole
Chi siamo?
Cosa ci definisce?
Abbiamo fatto finta che non avessero sentimenti.
Che cosa ci ha resi così ciechi?
La nostra compassione, sepolta dall’egoismo.
Con quale diritto?
Le urla risuonano ancora nelle mie orecchie.
L’odore della paura è impregnato nelle mie narici.
Nei miei ricordi vedo i loro occhi che supplicano.
Il loro sangue sulle nostre mani.
Nei nostri piatti.
L’acqua non potrà lavarlo via.
Neppure l’eternità potrà farlo dimenticare.
E un giorno ci siamo svegliati.
E abbiamo deciso che gli animali non dovevano più essere oggetti.
Quando ci siamo accorti che ogni cuore ha sentimenti.
Io sono la colpa e la coscienza.
E tu… tu sei la speranza.
https://youtu.be/E0FZLpqvGsI (https://youtu.be/E0FZLpqvGsI)

Ho smesso di mangiarli perchè questi occhi mi hanno sconvolto, ma sapere che ero io la causa di questo terrore mi ha sconvolto di più.

Gli animali che voi mangiate non sono quelli che ne divorano altri; voi non mangiate gli animali carnivori, bensì li utilizzate come modelli.
Voi siete affamati unicamente delle creature dolci e gentili che non fanno alcun male a nessuno, che vi seguono, che vi servono, e che sono da voi divorate quale ricompensa ai servigi che vi rendono.
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