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Citazioni

Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.

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La vera bontà dell’uomo si può manifestare in tut­ta purezza e libertà…

La vera bontà dell’uomo si può manifestare in tut­ta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rap­presenta alcuna forza. Il vero esame morale dell’uma­nità, l’esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell’uomo, tanto fonda­mentale che da esso derivano tutti gli altri”.

Milan Kundera - L’insostenibile leggerezza dell’essere

Antispecismo,Saggezza
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LA TUA CULTURA TI HA INSEGNATO COSA FARE O MANGIARE.

LA TUA CULTURA TI HA INSEGNATO COSA FARE O MANGIARE.
MA SEI SICURO CHE SIA CULTURA, O SOLO ABITUDINE?

Se fossi nato altrove, avresti tabù diversi da quelli che conosci.
In India non mangeresti la mucca.
In molti paesi islamici o ebraici non mangeresti il maiale.
In Nepal non toccheresti la carne di yak.
In Thailandia e Cambogia i macachi sono protetti come spiriti, non come cibo.
In Egitto l’oca era sacra già ai tempi degli antichi faraoni.
In Mongolia i cavalli non si mangiano, perché sono compagni di viaggio e simbolo di libertà.
In buona parte dell’Occidente i gatti e i cani sono membri della famiglia, non pietanze.

La tua cultura ti ha insegnato cosa mangiare. Ma sei sicuro che sia cultura, o solo abitudine?

In alcune zone dell’Africa le giraffe o le zebre non vengono cacciate, considerate portatrici di energia spirituale.
In molte isole del Pacifico le tartarughe marine sono animali sacri e intoccabili.

Questa varietà mostra che non esistono “animali commestibili” per natura: sono le culture a decidere chi vive e chi muore, chi si onora e chi si riduce a carne.

E allora il passo ulteriore è chiaro: se ogni società costruisce tabù e concessioni diverse, l’unico modo per uscire davvero da questa arbitrarietà è smettere di partecipare al gioco.
Non scegliere quali specie rispettare, ma rispettarle tutte.
Non carne, non pesce: solo la libertà di non trasformare vite in prodotti.

Vegetarianesimo,Consapevolezza
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La sopraffazione del più forte sul più debole è una costante nelle…

La sopraffazione del più forte sul più debole è una costante nelle dinamiche di violenza e ingiustizia, che si manifestano in vari ambiti, dall’oppressione umana alla crudeltà sugli animali.

L’indifferenza verso chi è alla nostra mercé – come gli animali, spesso trattati solo come risorse alimentari – riflette lo stesso meccanismo psicologico e sociale con cui i potenti e i tiranni trattano il resto dell’umanità, portando a guerre, sfruttamento e disuguaglianze. In fondo, la logica è la stessa: chi ha il potere impone la propria volontà su chi non può difendersi.

Questo ragionamento si estende a tutte le forme di violenza, come quella di genere, sui bambini o su gruppi vulnerabili.
Ogni volta che un essere umano esercita il proprio dominio su un altro con prepotenza e violenza, riproduce un modello antico di sopraffazione che si autoalimenta, perpetuandosi nei secoli.

Per costruire un mondo migliore, è necessario un cambiamento radicale che parta dal singolo. Cambiare noi stessi significa sviluppare empatia, rifiutare ogni forma di violenza e prevaricazione, e riconoscere il valore della vita in tutte le sue espressioni, umane e non. Solo così si può sperare in una società più giusta, equa e rispettosa.

"Fintanto che l'uomo continuerà a distruggere gli esseri viventi ritenuti inferiori, non conoscerà mai né la salute né la pace. Fintanto che massacreranno gli animali, gli uomini si uccideranno tra di loro.
Perché chi semina delitto e dolore non può mietere gioia e amore."
Pitagora.

Antispecismo,Società e politica
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La repressione è un meccanismo psicologico inconscio che utilizziamo…

La repressione è un meccanismo psicologico inconscio che utilizziamo per evitare attivamente emozioni o immagini disturbanti. Nessuno vuole andare in giro con immagini inquietanti di disastri che risuonano nella loro testa, quindi ci si aspetta la repressione. Solo pochi individui possono evitare di identificarsi personalmente con pensieri negativi senza reprimerli, e ancora meno sono disposti ad ammettere pubblicamente tali pensieri." (da "Entangled Minds)

Crescita interiore,Consapevolezza
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La poesia anti-caccia di due bambini: “Chi ti trasforma in feroce…

La poesia anti-caccia di due bambini: “Chi ti trasforma in feroce uomo nero?”
https://www.vegolosi.it/news/la-poesia-anti-caccia-due-bambini-ti-trasforma-feroce-uomo-nero/ (https://www.vegolosi.it/news/la-poesia-anti-caccia-due-bambini-ti-trasforma-feroce-uomo-nero/)

"Stanotte farai festa
Godrai di quel che resta
di un’anima innocente
che non ti ha fatto niente.
Stanotte il tuo pensiero
ti porterà a quell’uomo vero
che sentirai di essere
quando bloccherai il suo sentiero.
Stanotte la sua vita
grazie a te sarà finita
e a nulla varranno i suoi gemiti
e le sue strazianti grida.
Ti chiedo per una volta
di fermarti a ricordare
quando alla tua mamma
le nacque un cucciolo d’amare.
Quel cucciolo eri tu
protetto all’infinito
dal cuore di una femmina
che con cura ti ha nutrito.
Perché non basta questo
per fermare il tuo pensiero
che ti trasformerà in feroce uomo nero?
Stanotte la tua mamma
si chiamerà capriolo ed il piccolo che allatta

Caccia,Antispecismo,Poesia
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La natura rinascerà sempre. L'umanità potrebbe estinguersi, il pianeta…

La natura rinascerà sempre. L'umanità potrebbe estinguersi, il pianeta potrebbe essere distrutto, ma la natura saprà sempre come tornare. 🌏🌳🌱

Natura,Ambiente
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La libertà non è la conoscenza del nostro destino, ma l’impossibilità…

La libertà non è la conoscenza del nostro destino, ma l’impossibilità di conoscerlo.
Se sapessimo con certezza ciò che sarà, ogni gesto diventerebbe una risposta obbligata.
Il libero arbitrio è una finzione necessaria, una condizione che ci fa sentire vivi dentro un universo forse già scritto, ma …..

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Libertà,Tempo
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LA FINE DELLA SOPRAFFAZIONE NON INIZIA QUANDO IL MONDO CAMBIA, MA…— Giovanni Maragna

LA FINE DELLA SOPRAFFAZIONE NON INIZIA QUANDO IL MONDO CAMBIA, MA QUANDO CAMBIAMO IL MODO IN CUI ABITIAMO IL MONDO.

La sopraffazione del più forte sul più debole è una costante che attraversa la storia umana, assumendo forme diverse ma mantenendo intatta la propria logica profonda.
Non si manifesta soltanto nei rapporti geopolitici – come nelle dinamiche di dominio tra Stati potenti e Paesi economicamente o militarmente più fragili – ma permea il tessuto stesso della vita quotidiana, delle relazioni sociali, economiche e culturali.
Ridurre questa logica a singoli esempi, come l’America contro il Venezuela o casi analoghi, rischia di nascondere una verità più scomoda: la sopraffazione è un meccanismo ampiamente interiorizzato e praticato dalla maggioranza degli esseri umani.

Anche quando non esercitata direttamente contro altri individui, questa logica si riversa quasi inevitabilmente su chi non ha voce né potere: gli animali.
La loro riduzione a “cibo”, a risorsa da sfruttare, è forse l’esempio più normalizzato e meno messo in discussione della violenza strutturale del più forte sul più debole.
È una violenza resa invisibile dall’abitudine, dalla tradizione, dalla distanza emotiva che separa il gesto quotidiano del consumo dalla sofferenza reale che lo precede.
Eppure, proprio per questo, essa rivela quanto profondamente la sopraffazione sia radicata nella nostra visione del mondo.

Ci indigniamo – giustamente – di fronte alle ingiustizie globali, alle guerre, alle oppressioni politiche ed economiche, ma spesso fatichiamo a riconoscere le contraddizioni tra questi ideali e le nostre azioni quotidiane.
È più facile condannare la violenza “lontana” che mettere in discussione abitudini personali, soprattutto quando sono condivise dalla maggioranza e socialmente accettate.

Le vere rivoluzioni, però, non nascono solo nelle piazze o nei palazzi del potere: nascono dentro le coscienze.
Sono rivoluzioni interiori, silenziose ma radicali, che mettono in crisi il modo in cui ci percepiamo rispetto agli altri esseri viventi e al mondo.
Se davvero si desidera la fine della logica della sopraffazione, è necessario iniziare da scelte coerenti, anche scomode, che interrompano il ciclo della violenza normalizzata.
Rinunciare alla carne, ad esempio, non è soltanto una scelta alimentare, ma un atto politico ed etico: significa rifiutare, nel proprio piccolo, l’idea che il diritto del più forte giustifichi la sofferenza del più debole.

In definitiva, non può esistere una reale aspirazione alla giustizia se continuiamo a delegare la responsabilità del cambiamento solo a “sistemi” astratti o a colpevoli lontani.

La fine della sopraffazione non inizia quando il mondo cambia, ma quando cambiamo il modo in cui abitiamo il mondo.

Antispecismo,Cambiamento
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La cattiveria, vedendosi

La cattiveria, vedendosi
rifiutata da tutti gli
animali, trovò rifugio
nell'uomo.

Animali,Ironia
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LA CARNE È UN NUTRIMENTO DEMONIACO— S. PIETRO

LA CARNE È UN NUTRIMENTO DEMONIACO

Vegetarianesimo,Fede
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Giovanni Maragna — LA FINE DELLA SOPRAFFAZIONE NON INIZIA QUANDO IL MONDO CAMBIA, MA…