Citazioni
Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.
PERCHÉ CONTINUIAMO A FARE DEL MALE?
COME POSSIAMO FARE DEL BENE?
La vita è un mistero perché, nonostante i progressi della scienza, della filosofia e della spiritualità, rimane insondabile nelle sue dinamiche più profonde.
Esistiamo, percepiamo, proviamo emozioni, pensiamo, soffriamo e gioiamo, ma il senso ultimo di tutto questo ci sfugge.
Ci muoviamo tra il bene e il male, tra la costruzione e la distruzione, tra l’amore e l’indifferenza, senza sempre comprendere pienamente il perché delle nostre azioni.
Uno degli elementi più tangibili dell’esistenza è la sofferenza.
La riconosciamo con immediatezza, la sperimentiamo sulla nostra pelle e siamo in grado di percepirla anche negli altri, siano essi esseri umani o animali.
Il dolore sembra una costante ineludibile della vita, e da questa esperienza emerge con chiarezza un principio etico: la sofferenza è un male.
Se essa è negativa per noi, allora possiamo ragionevolmente supporre che sia negativa anche per gli altri esseri viventi.
Da questo nasce una domanda etica fondamentale: perché continuiamo a causare sofferenza agli altri, anche quando potremmo evitarlo?
Il problema non è solo teorico, ma pratico e storico.
L’umanità ha sempre oscillato tra momenti di empatia e momenti di violenza.
Abbiamo creato sistemi morali, religiosi e filosofici che promuovono il bene, la compassione e la giustizia, ma allo stesso tempo abbiamo dato origine a guerre, sfruttamento e crudeltà gratuita.
Questa contraddizione sembra inscritta nella natura stessa dell’uomo.
Spesso anteponiamo i nostri desideri e bisogni al benessere altrui.
Il profitto, il potere, il piacere e la comodità ci spingono a ignorare la sofferenza che causiamo, sia agli uomini che agli animali.
Molte forme di violenza sono normalizzate dalla società.
Per secoli, il maltrattamento degli animali è stato accettato come inevitabile o addirittura necessario.
Anche tra gli esseri umani, discriminazioni e ingiustizie sono spesso giustificate con tradizioni o ideologie.
Spesso non siamo pienamente consapevoli delle conseguenze delle nostre azioni. Tendiamo a minimizzare il male che facciamo o a trovare giustificazioni per sentirci a posto con noi stessi.
Anche quando comprendiamo che una certa azione è sbagliata, cambiare comportamenti radicati richiede sforzo e consapevolezza costante.
Non sempre siamo disposti a fare questo passo.
Se il male è così presente nella nostra esistenza, significa forse che è inevitabile?
Non necessariamente.
La stessa capacità che ci porta a infliggere sofferenza ci permette anche di evitarla.
La consapevolezza e la scelta sono strumenti potenti: possiamo decidere di agire con empatia e rispetto, possiamo rifiutare modelli di comportamento distruttivi, possiamo educarci ed educare gli altri a un’etica basata sulla riduzione della sofferenza.
La domanda che ci poniamo allora non è solo “perché continuiamo a fare del male?”, ma anche “come possiamo fare del bene?”.
La risposta dipende da noi, dalle nostre scelte quotidiane e dalla nostra capacità di guardare oltre il nostro immediato interesse per abbracciare un’etica più ampia, che comprenda tutti gli esseri viventi.
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PERCHÉ CONDANNIAMO I POTENTI CHE CI OPPRIMONO (GUERRA), QUANDO MOSTRIAMO LA STESSA INSENSIBILITÀ VERSO CHI STA ALLA NOSTRA MERCÉ (ANIMALI)?
LA PACE INIZIA DAL NOSTRO PIATTO.

Per costruire un mondo senza oppressione, cominciamo con non opprimere chi sta alla nostra mercè.
Pance rimpinzate di veleni industriali e stomaci gonfi per denutrizione, cassonetti pieni di cibo lasciato andare a male e terreni troppo aridi per germogliare, animali che zampettano per le strade agghindati come re e regine, e creature costrette a crescere contro natura, stipate dentro gabbie, mandate al macello per soddisfare l’inesauribile ingordigia umana.
L’umiliazione e la sopraffazione delle altre specie, lo spreco vergognoso delle risorse al solo scopo di perpetuare l’illusoria superiorità umana.
Ma diteci, che cosa vi ha portato tutto questo dilapidare forsennato, questo indiscriminato accanimento?
Vi ha fatto per caso sentire più sicuri, vi ha resi forse più felici?
Siete proprio voi, la specie in apparenza più evoluta, l’anello debole che spezza la catena e interrompe la naturale coesione del sistema.
Fratricidi e sfruttatori per orgoglio, emarginati e mutilati per legittima compensazione.
Dove pensate di andare recidendo il cordone ombelicale che vi alimenta?
La solitudine lancinante che avvertite costantemente pur in mezzo alla folla, le notti insonni lavate nell’acqua della coscienza sporca e del senso di colpa, non sono altro che punizioni autoinflitte, la flagellazione del cilicio sul costato dell’imputato.
Come l’amputazione di una gamba cambia l’equilibrio dell’intero corpo rendendolo asimmetrico, così la sottrazione all’insieme di una qualunque componente rende fragile l’ecosistema. Nessuno provi a separare ciò che nasce per essere coeso: su chi oserà farlo, calerà inesorabile la spada.
(da "Sette Lettere Dal Futuro Per L'Umanità" di Ivan Petruzzi)
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ORA POSSO
GUARDARTI IN PACE;
ORA CHE NON TI MANGIO PIÙ.
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Non passione ci vuole, ma compassione, capacità cioè di estrarre dall’altro la radice prima del suo dolore e di farla propria senza esitazione.

Non era affatto debole.
Era straordinariamente fragile e potente,
come tutte le persone forti e profonde.
NEL MOMENTO IN CUI ABBIAMO CONSIDERATO NULLA LA VITA DI UN ANIMALE,
ABBIAMO IMPARATO A CONSIDERARE NULLA ANCHE LA VITA UMANA.
“LA CRUDELTÀ VERSO GLI ANIMALI
È TIROCINIO DELLA CRUDELTÀ CONTRO GLI UOMINI”
— Ovidio
Le guerre non iniziano sui campi di battaglia,
iniziano nei nostri gesti quotidiani,
quando accettiamo la violenza come normalità.
Scegli la pace.
Scegli la vita.
Smetti di mangiare carne.
Levitico 17:14 dice:
"Perché la vita di ogni essere vivente è il suo sangue, perciò ho ordinato agli Israeliti di non mangiare sangue di alcuna specie di essere vivente, perché il sangue è la vita d'ogni carne; chiunque ne mangerà sarà eliminato."
E così sia.
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