Citazioni
Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.
«Noi siamo fieri del progredire della nostra civiltà, esaminiamo con soddisfazione ciò che consideriamo suoi successi in tutte le branche della vita sociale, ma osserviamo pure che la nostra esistenza è spesso fondata sui principi più ingiusti e crudeli, e che l’umanità dell’avvenire ne parlerà con la stessa ripugnanza che noi proviamo oggi per schiavitù e la tortura, come errori di altri tempi, che la civiltà ha abolito.»
L’amore, l’armonia e la purezza sono le indicazioni della direzione verso il Creatore! Andare nella direzione opposta fa nascere la disarmonia, le malattie e le disgrazie…
“Lei mi chiede di uccidere il ragno. Invece, prendo le armi più pacifiche che riesco a trovare. Prendo una tazza e un tovagliolo. Acchiappo il ragno, lo porto fuori e lo lascio andare via.
Se mai mi dovessi trovare nel posto sbagliato al momento sbagliato, semplicemente vivo e senza dar fastidio a nessuno, spero di essere accolto con la stessa misericordia.”
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“La compassione e l’empatia per gli animali generano compassione ed empatia per gli esseri umani.
La crudeltà verso gli animali genera crudeltà verso gli esseri umani”.
“Esecutori e mandanti vedono nel mondo Veg un proprio rivale. Molte volte si crea un confronto, senza pensare che non può esistere un confronto tra queste due realtà. Ogni criminale dovrebbe confrontarsi con la propria coscienza."

“CARNE” NON È UN ALIMENTO. È IL CADAVERE FATTO A PEZZI DI UN ANIMALE FATTO NASCERE IN UN LAGER E PORTATO AL MACELLO NEL TERRORE.
“Carne” non è semplicemente un alimento: è il prodotto finale di un processo che inizia con la vita forzata e termina con la morte violenta.
Dietro ogni pezzo di carne c’è la storia di un animale, un essere senziente nato e cresciuto in condizioni spesso disumane, privato della libertà e dei suoi istinti naturali.
Questi animali non vivono, sopravvivono in ambienti artificiali, sovraffollati, dove il benessere non è contemplato.
Il loro unico scopo, deciso dall’uomo, è crescere rapidamente, ingrassare e diventare un prodotto da vendere.
Durante il loro breve ciclo di vita, molti non vedranno mai la luce del sole, non toccheranno mai la terra o l’erba e non vivranno mai la vita per cui sono nati.
Il viaggio verso il macello, che spesso avviene in condizioni di trasporto estenuanti e stressanti, è intriso di paura.
E al macello, il terrore diventa insopportabile: l’istinto naturale degli animali li porta a percepire la morte imminente, ma non hanno via di fuga.
La morte è solo l’ultimo atto di una vita interamente segnata dalla sofferenza.
Definire la carne un “alimento” significa omettere questa realtà, spogliandola del suo significato etico.
Riconoscere la carne per ciò che è — il corpo spezzato di un essere vivente che non ha mai avuto una scelta — ci invita a riflettere sul nostro rapporto con gli animali e sul nostro modo di consumare.
È un invito a considerare alternative più compassionevoli, che rispettino la vita in tutte le sue forme.
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