Citazioni
Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.
Le rughe sul viso sono bellissime
Parlano di te
racconta la tua storia
le tue vittorie
Letue sconfitte
la tua risata
le tue apprensioni
i tuoi amori passati o presenti
Le rughe raccontano una bella storia,la vita che hai avuto il coraggio di vivere
La modalità tradizionale per percepire l’invisibile, e dunque per percepire la ghianda, è l’intuizione. L’intuizione comprende anche quella che ho chiamato sensibilità mitica, perché quando un mito ci colpisce, esso sembra la verità e di colpo ci fa vedere le cose da dentro. In psicologia, intuizione significa «conoscenza diretta e non mediata», «percezione immediata o innata di un insieme complesso di dati».71 L’intuizione prescinde dal pensiero ma non è uno stato emotivo; è una percezione chiara, fulminea e completa, «il suo tratto distintivo essendo l’immediatezza del processo».72 Le intuizioni «arrivano senza che vi siano passaggi logici coscienti o processi di pensiero riflessivo».73
Quando mio figlio diventa la mia ragione di vita, significa che ho abbandonato la ragione invisibile della mia vita.
Se guardiamo (o meglio sentiamo) da vicino il senso di solitudine, scopriamo che è composto di diversi elementi: nostalgia, tristezza, silenzio e un anelito dell’immaginazione verso «qualcos’altro» che non è qui e ora. Perché queste componenti e immagini si mostrino, dobbiamo innanzitutto mettere a fuoco l’attenzione su di esse, anziché su come rimediare al fatto di essere soli in senso letterale. La disperazione diventa più brutta quando cerchiamo delle vie per uscirne.
L’apprezzamento estetico di un’immagine – la propria vita come una storia impreziosita fin dall’infanzia da immagini e il calarsi a poco a poco dentro di esse – rallenta la fame indagatoria, placa la febbre, la frenesia di scoprire il perché. La bellezza arresta il moto, dice Tommaso d’Aquino nella Summa Theologiae. La bellezza è in se stessa una cura per il malessere della psiche.
La teoria della ghianda dice (e ne porterò le prove) che io e voi e chiunque altro siamo venuti al mondo con un’immagine che ci definisce.
Una vocazione può essere rimandata, elusa, a tratti perduta di vista. Oppure può possederci totalmente. Non importa: alla fine verrà fuori. Il daimon non ci abbandona.
Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie un’immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico è tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, dimentichiamo tutto questo e crediamo di esserci venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.
Questo libro, insomma, ha per argomento la vocazione, il destino, il carattere, l’immagine innata: le cose che, insieme, sostanziano la «teoria della ghianda», l’idea, cioè, che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di poter essere vissuta.
Quanto più la mia vita viene spiegata sulla base di qualcosa che è già nei miei cromosomi, di qualcosa che i miei genitori hanno fatto o hanno omesso di fare e alla luce dei miei primi anni di vita ormai lontani, tanto più la mia biografia sarà la storia di una vittima.
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