Sentences

Citazioni

Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.

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I simili non si cercano...

I simili non si cercano.
Si trovano in un giorno qualunque.
Così, per caso.
È scritto nel loro destino.
Senza nessun preavviso, ad un tratto.
E, in un istante,
quell’incontro cambia loro la vita.

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Non puoi domare un cavallo selvaggio...— Paulo CoelhoPaulo Coelho

Non puoi domare un cavallo selvaggio, lo uccideresti e gli toglieresti la libertà di essere com'è. Però se vuoi, puoi imparare a corrergli affianco, imparando cosa sia quell'infinito brivido chiamato libertà. 

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COMPRENDERE LA TOTALITÁ DELLA VITA— Krishnamurti JidduKrishnamurti Jiddu

Dovete comprendere la vita nella sua interezza, non soltanto una sua parte.

Ecco perché dovete leggere, dovete ammirare i cieli, cantare, danzare e scrivere poesie,

e anche soffrire,

per capire che la vita è tutto questo.

 

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C’è molto da imparare dagli alberi...

C’è molto da imparare dagli alberi.

Crescono verso il cielo, innalzandosi con eleganza e forza, ma al tempo stesso affondano le radici nella terra, cercando nutrimento e stabilità.

È un equilibrio perfetto: più desiderano salire in alto, più devono affondare in profondità.

Così anche noi: se vogliamo elevarci, dobbiamo scendere dentro di noi, conoscere le nostre radici, nutrire i valori e costruire basi solide.

Senza radici profonde, ogni slancio rischia di spezzarsi al primo vento.

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— IlTuoZenIlTuoZen


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LE MENTI PIÙ PROFONDE, IN TUTTE LE EPOCHE, HANNO AVUTO PIETÀ DEGLI ANIMALI.— Nietzsche Friedrich


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“Non ci sono scorciatoie che posso indicare..— Tiziano Terzani

“Non ci sono scorciatoie che posso indicare. I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, ma come servono gli ascensori che ci portano in alto facendoci risparmiare le scale.

L’ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce al tetto dal quale si vede il mondo, quell’ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.

 

 

L'India è stata per me una grande occasione, ma quello che alla fine ho imparato non è indiano. È parte di quella filosofia perenne che non ha nazionalità, che non è legata a nessuna religione, perchè ha a che fare con l'aspirazione più profonda dell'animo umano, con quell'eterno bisogno di sapere come mai siamo al mondo e come entrare in contatto con quello che ci ha messo qui."

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Il cuore dell'uomo è come un'aquila.
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I FILI DEL DESTINO: DESTINAZIONE LIBERTA’

Circa cinquant’anni fa, insieme a due miei amici — Paolo e Lorenzo — iniziai a frequentare un uomo del nostro paese, il signor Nerio.

Era l’unico, allora, a possedere dei cavalli, e per noi ragazzini era come entrare in un mondo magico. Ricordo con emozione una fattrice incinta che Nerio accudiva con una cura quasi paterna.

Quando partorì una puledra, la chiamò Stellina.

Per me fu amore a prima vista.

Non era solo un animale: era un simbolo di libertà, grazia e mistero.


Il signor Nerio, a quei tempi, era comproprietario di numerosi cavalli che vivevano liberi sulla montagna di Bussi sul Tirino.

Ma come spesso accade, i rapporti umani si incrinano, e anche tra Nerio e il suo socio sorsero contrasti.

Decise allora di staccarsi, di creare qualcosa di suo.

Preparò un terreno a Vittorito, intenzionato a trasferire lì i suoi cavalli e iniziare una nuova avventura.

Ma quel progetto, per ragioni che non ho mai compreso del tutto, non si realizzò mai.

Eppure, quasi quarant’anni dopo, quel terreno — rimasto lì in silenzio, in attesa — divenne la casa dei miei cavalli.

Come se quel luogo non avesse dimenticato la sua vocazione.

Come se fosse stato paziente, sapendo che, prima o poi, avrebbe accolto ciò per cui era stato pensato.

Mi piace credere che esistano fili invisibili che attraversano il tempo e le generazioni.

Fili che legano gli eventi, le persone, i sogni, anche quando non ne siamo consapevoli.

Così come si dice esista un filo rosso che unisce due anime gemelle, forse ci sono anche fili che ci assegnano dei compiti, delle eredità interiori.

Compiti iniziati da altri, magari lasciati in sospeso, che attendono solo qualcuno disposto a portarli a termine. Inconsapevolmente, io ho raccolto il testimone di Nerio.

E oggi, a distanza di mezzo secolo, quel filo continua a tendersi, sottile ma saldo, tra me, i cavalli, e quel terreno che sembrava aspettarci da sempre.


Come diceva Osho, “chi ama libera.” E credo profondamente in questo. Quando l’amore raggiunge il suo apice più alto, non si desidera più possedere, ma si desidera il bene e la libertà dell’altro. È così che sento oggi il mio rapporto con i cavalli: non come un possesso, ma come una custodia temporanea, un atto d’amore che mira a restituire loro ciò che più li rappresenta — la libertà.


In me vive il sogno di passare questo testimone, proprio come è accaduto con Nerio, a chi saprà accoglierlo con rispetto e passione.

A chi vorrà impegnarsi per restituire dignità e spazio vitale a questi esseri straordinari.

Perché i cavalli sono molto più che animali: sono l’incarnazione stessa della libertà.

E chi li ama davvero, come insegna Osho, non può far altro che lottare per vederli liberi.


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Contempla l’universo
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