Citazioni
Una raccolta di pensieri e frasi che mi hanno colpito: citazioni tratte da libri, dai social o trovate sul web.
Si dice: “Lui non si può trovare”.
Qualcosa che non si può trovare è ciò che desidero!
SEI UNA ROCCIA … MEGLIO ESSERE ACQUA
Secondo gli sciamani andini, quello della sicurezza è uno dei tre sogni ad occhi aperti (ma forse sarebbe più corretto chiamarli incubi) in cui siamo immersi, il bisogno ossessivo di sentirci al sicuro, di avere tutto sotto controllo: una casa, un lavoro e abbastanza soldi in banca per arrivare sereni alla pensione.
Non è un caso che quando ammiriamo qualcuno diciamo che “è una roccia”, senza domandarci quanta fragilità ci sia dietro a chi è stato costretto a diventare roccia per smettere di frantumarsi, quanta sofferenza pregressa, quanto bisogno di proteggersi dal mondo.
La forza però non passa attraverso il rifiuto della fragilità, ma attraverso la sua accettazione.
Non siamo qui per difenderci dal mondo, siamo qui per abbassare le difese, per mollare gli ormeggi e cominciare scivolare.
Siamo nati nell’acqua e da essa abbiamo avuto il nostro primo nutrimento, la nostra natura non è solida, ma liquida e semovente, adattabile agli ostacoli che incontra. Il nostro scopo non è diventare roccia, ma tornare a essere acqua e riscoprire la morbidezza che ci appartiene.
Secondo la visione magica del mondo, tutte le cose sono unite fra loro da un legame profondo, quindi se si decide di recare danno al prossimo si finisce col fare male a se stessi." (da "Real Magic: Antica saggezza, moderna scienza - una guida al potere segreto dell'Universo" di Dean Radin)
Scollegati dal passato e miopi verso il futuro, ci muoviamo frammentati senza una direzione e un progetto comune, annaspando per restare a galla in una realtà in procinto di esalare il suo ultimo respiro.
Sai come il diavolo tortura le anime nell’inferno? Le mantiene in attesa
Quelli che hanno paragonato la nostra vita a un sogno, hanno avuto ragione, forse più di quanto pensassero. …
Noi vegliamo dormendo, e vegliando dormiamo. MONTAIGNE, Saggi
Quelli che ci hanno lasciato non sono assenti, sono invisibili,
tengono i loro occhi pieni di gloria fissi nei nostri pieni di lacrime.
Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono dovunque noi siamo.
Quando le tue orecchie sentono
una cosa, ma i tuoi occhi
ne vedono un'altra...
Usa il cervello.
Quando capirai che ogni opinione è una visione carica di storia personale, inizierai a capire che ogni giudizio è una confessione.

Prima di fare il loro ingresso nella vita umana, le anime attraversano la pianura del Lete (oblio, dimenticanza), sicché al loro arrivo sulla terra tutto ciò che è accaduto – la scelta delle vite e la discesa dal grembo di Necessità – viene cancellato. E in questa condizione di tabula rasa che noi veniamo al mondo. Abbiamo dimenticato tutta la storia, anche se rimane con noi il modello ineludibile e necessario del nostro destino e anche se il nostro compagno, il daimon, ricorda.
Secondo una leggenda ebraica, la prova che abbiamo dimenticato la scelta prenatale dell’anima la portiamo impressa sul nostro labbro superiore:
il piccolo incavo sotto il naso è l’impronta dell’indice che l’angelo ci ha premuto sulle labbra per sigillarle, tutto ciò che resta a rammentarci il pregresso sodalizio dell’anima con il daimon; ed è per questo che, quando inseguiamo un’intuizione o un pensiero che sfugge, ci portiamo automaticamente il dito a quella significativa scannellatura.”
(da “Il codice dell'anima di “James Hillman)
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